
Rifugi
Un giorno alle elementari ero in classe, durante la lezione. Eravamo tutti chini sui quaderni e le finestre erano aperte. C’era odore di carta, evidenziatori e matite temperate.

Un giorno alle elementari ero in classe, durante la lezione. Eravamo tutti chini sui quaderni e le finestre erano aperte. C’era odore di carta, evidenziatori e matite temperate.

Quest’estate mi stavo scapicollando a un evento. Ero in ritardo e il sole batteva forte.

I primi tempi che ero a Londra usavo molto un sito di scambi linguistici che mi matchava con persone di madrelingua inglese che volevano imparare o impratichire l’italiano.

C’è una stanza a casa mia che è da sempre “La Stanza dei Giochi”, perché era dove giocavamo spesso da piccoli.

Credo che la trasformazione nel cugino Itt sia quasi completa.

Qualunque cavolata ci sentite dire è imputabile allo stress da quarantena. Probabilmente.

La nostra redazione oggi è commossa, e si porta a casa un bagaglio di insegnamenti che rimarrà in noi per sempre: oggi abbiamo conosciuto Carlotta.

Essendo disabile e donna, mi capita di beccarmi gli epiteti “insistente”, o “difficile” quando devo essere assertiva e difendere i miei diritti (cioè, coff coff, abbastanza spesso).

Noi e la nostra interazione standard con gli sconosciuti molesti che ci sbarrano la strada e ci dicono che siamo state brave a uscire di casa