
Avere una sorella disabile
Oggi è il compleanno di Chiara, ma imbarazzevolmente il seguente post è tutto su di me, su quanti benefici apporta l’avere una Chiara nella propria vita.

Oggi è il compleanno di Chiara, ma imbarazzevolmente il seguente post è tutto su di me, su quanti benefici apporta l’avere una Chiara nella propria vita.

Non ne possiamo più dei problemi di accessibilità che vivono le persone disabili, quindi abbiamo deciso di mandare una lettera a Savonarola ( = il Potere)!

Valentina Tomirotti, che usa una carrozzina, quando è andata al concerto di Coez non ha visto niente, dato che le persone disabili sono obbligate a stare in posti specifici nonché inadeguati.

Ci hanno insegnato a incanalare la responsabilità lontano da quelli che sono i più responsabili e verso quelli con meno influenza; via dal collettivo e verso il singolo.

Premio di qualsiasi natura che ci si concede per auto risarcirsi di ore perse dietro la burocrazia, ascensori non funzionanti, cose inaccessibili, assistenza non disponibile, e tutte le mail e telefonate che le persone non disabili non devono fare.

La situazione di chi ha una disabilità visibile e si trova per questo spesso al centro dell’attenzione, come se avesse una specie di “riflettore” puntato addosso.

La sensazione di sicurezza e comfort data dal poter contare su bravi assistenti personali con cui stai da tempo e che conoscono bene le tue necessità.

La sintonia e complicità euforica che può nascere tra due o più persone disabili, che siano amici o appena conosciuti, vicini o distanti mezzo mondo.

Ciao, sono Maria Chiara e nei prossimi giorni, sempre alle 18, pubblicherò quattro neologismi creati da me in modo arbitrario, riferiti a esperienze e sensazioni particolari legati all’essere disabile.