
I giornalisti quando intervistano le persone disabili
I giornalisti a volte ci fanno strane domande ricorrenti.

I giornalisti a volte ci fanno strane domande ricorrenti.

Alcune persone disabili parlano di sé utilizzando una retorica abilista,

Bocelli ha detto una porcheria (che non ha rispettato il lockdown e che secondo lui la questione Covid è stata ingigantita ed esagerata).

Quando si parla di disabilità, discriminazione e pari opportunità a volte si insiste sul fatto che le disabilità sono tutte diverse e che per ognuna va fatto un discorso a parte.

In una conferenza su disabilità e discriminazione, una sola persona disabile in mezzo a tante altre non disabili non è abbastanza.

La situazione di chi ha una disabilità visibile e si trova per questo spesso al centro dell’attenzione, come se avesse una specie di “riflettore” puntato addosso.

Un giorno alle elementari ero in classe, durante la lezione. Eravamo tutti chini sui quaderni e le finestre erano aperte. C’era odore di carta, evidenziatori e matite temperate.

I primi tempi che ero a Londra usavo molto un sito di scambi linguistici che mi matchava con persone di madrelingua inglese che volevano imparare o impratichire l’italiano.

Agli educatori che si stanno mobilitando in questi giorni contro le assurde condizioni lavorative e di paga.