
Aktion T4 e Sagamihara: eugenetica di ieri e di oggi
Non sono noti sopravvissuti tra le vittime dello sterminio nazifascista perseguitate in quanto disabili.

Non sono noti sopravvissuti tra le vittime dello sterminio nazifascista perseguitate in quanto disabili.

Si parla finalmente un po’ di violenza contro le donne disabili, nella quale sessismo e abilismo si uniscono in un modo specifico.

C’è una questione femminista che molto raramente viene affrontata dal femminismo. Qualcosa che riguarda il controllo sul proprio corpo, la libertà, gli squilibri di potere, la possibilità di esercitare scelte e le pari opportunità – tutti punti cardine del femminismo.

L’abilismo non è solo guardare alle persone disabili con pietà e condiscendenza.
Non sono solo le molestie per strada alle persone disabili, accarezzare loro la testa e chiedere “Ma perché sei così??”.

L’etichetta “sei disabile quindi soffri perché sei disabile” è imperante a livello sociale. Io non soffro per niente per la mia disabilità.

Negli anni Settanta in Colorado c’era un certo Wade Blank, un uomo non disabile che andò a lavorare come operatore in una struttura residenziale dove vivevano delle persone disabili.

L’11 giugno in Texas è morto Michael Hickson, un uomo disabile nero americano malato di Covid.

Valentina Tomirotti, che usa una carrozzina, quando è andata al concerto di Coez non ha visto niente, dato che le persone disabili sono obbligate a stare in posti specifici nonché inadeguati.

C’era una volta un uomo che diceva che le donne dovrebbero poter essere uccise alla nascita.